Quando l’ex marito è nullatenente

Può succedere, nel corso di una separazione coniugale, che quello tra i due coniugi (poniamo il marito) tenuto a corrispondere il mantenimento all’altro e al figlio, non essendo ad un certo punto in grado di provvedervi regolarmente, non abbia tuttavia sostanze “aggredibili”, e costringa la moglie ad attivarsi per ottenere un provvedimento (giudiziale) che imponga al marito di continuare comunque a contribuire al mantenimento della moglie e del figlio. In altri paesi, come ad esempio la Germania, dal momento che i minori devono comunque mangiare, è lo Stato che passa gli alimenti e che poi si fa avanti con il genitore inadempiente per averli indietro. In Italia, purtroppo, tutto è lasciato all’iniziativa dei singoli.

Va premesso, al riguardo, che le retribuzioni dell’ex marito sono tranquillamente pignorabili come qualsiasi altro “stipendio”. Forse ci sono particolarità, tuttavia, che nel caso concreto lo impediscono.

Ad ogni modo, due ulteriori cose che si possono provare sono queste:

a) presentare una denuncia – querela per violazione degli obblighi di assistenza ai sensi dell’art. 540 cod. pen.; questa cosa non consente di conseguire direttamente il mantenimento ma potrebbe essere uno stimolo per la parte inadempiente a corrispondere quanto dovuto;

b) agire nei confronti dei genitori del padre inadempiente, ai sensi dell’art. 148, comma 1°, cod. civ., che richiede la dimostrazione che la madre, da sola, non gode di “mezzi sufficienti” per mantere i figli.

Naturalmente la situazione deve essere, prima di qualsiasi iniziativa, valutata attentamente in tutte le sue particolarità, a partire dall’età del figlio, dalle sue esigenze concrete, dal novero di spese straordinarie che si sono rese necessarie negli ultimi anni, dal reddito della madre e così via. Prima, tuttavia, di ricorrere per cambiare la misura del mantenimento, bisogna a questo punto vedere se possibile conseguire quanto è già stato stabilito e che non viene correntemente pagato.

Una nota per quanto riguarda le spese legali: se la madre ha un reddito basso, può chiedere di essere assistita in regime di gratuito patrocinio, non dovendo nemmeno pagare il legale per tentare il recupero.

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